Tribunale Federale FCI: viola il Regolamento di Giustizia la società che chiede somme di denaro per lo svincolo degli atleti non previste dal Regolamento Tecnico







Con la decisione n. 11/18 contenuta nel comunicato ufficiale n. 9 del 21 settembre 2018 (visionabile al seguente link ) il Tribunale Federale della Federciclismo ha adottato una decisione interessante per quanto concerne il problema dello svincolo.


Si tratta di una questione per certi versi trasversale a tutte le discipline sportive atteso che il vincolo sportivo, seppur differente per durata, permea tutto il sistema dello sport dilettantistico, rappresentando, nonostante le critiche sempre più insistenti che ne vorrebbero l’eliminazione, uno strumento posto a tutela degli investimenti, non solo economici, fatti dalle società per formare i giovani atleti.


​La realtà racconta, tuttavia, di un impiego del vincolo in maniera del tutto illegittima atteso che i giovani atleti dilettanti, che praticano sport solo per svago, attraverso questo strumento vengono legati alle società in maniera talmente forte da non poter cambiare sodalizio (fatte salve specifiche situazioni previste dai vari regolamenti federali) a meno di un’autorizzazione della società di appartenenza.


E’ a questo punto che talvolta entrano in gioco comportamenti certamente “illegali” da parte di dirigenti sportivi i quali richiedono alle famiglie dei giovani atleti delle somme di denaro per poter autorizzare lo svincolo dei figli facendo leva sul desiderio dei genitori di assecondare il desiderio dei figli di cambiare squadra magari perché non si trovano bene con gli allenatori o perché preferiscono poter giocare (perché sempre di gioco si tratta) con i propri amici che militano in altre compagini.


Sotto un profilo meramente etico si tratta di comportamenti censurabili e non accettabili. Ma le illegittime richieste di denaro risultano in contrasto con le norme dei vari regolamenti federali determinando l’applicazione di sanzioni nei confronti di dirigenti e società.


E’ proprio questo il caso trattato dalla decisione in commento.


Un dirigente di una A.S.D. è stato, infatti, deferito dalla Procura Federale per violazione degli artt. 1.1 e 1.2 del Regolamento di Giustizia della FCI nonché degli artt. 25 e 29 del Regolamento Tecnico dell’Attività Agonistica Federale (settore strada) perché, nella propria qualità di Presidente della A.S.D., si faceva indebitamente consegnare senza restituire, malgrado le ripetute richieste, da due genitori la somma di € 1.000,00 cad, per concedere il nullaosta per lo svincolo dei minori.


Alla A.S.D. è stata contestata, invece, la violazione dell’art. 1.8 lett. b) del Regolamento di Giustizia della FCI per responsabilità oggettiva derivante dai comportamenti posti in essere dal proprio Presidente Il Tribunale Federale dopo aver rilevato che ai sensi e per gli effetti dell’art. 29 del Regolamento Tecnico dell’Attività Agonistica Federale (settore strada) il premio di addestramento e formazione tecnica è dovuto alla Società cedente da parte delle Società cui si è trasferito il corridore, nella misura determinata dal punteggio acquisito dal corridore stesso durante il periodo di permanenza presso la società cedente e che le società che svolgono attività giovanili di promozione dello sport non possono richiedere somme che non attengano alle disposizioni tabellari del Regolamento, ha statuito che le società si devono attenere scrupolosamente ai regolamenti previsti per i trasferimenti degli atleti e non debba trovare residenza in nessun comportamento societario e/o atto di parte, giudiziale o stragiudiziale, la richiesta di ulteriori e non dovute somme.


Ciò perché le risorse economiche investite per un giovane atleta debbono intendersi come un investimento per il futuro dello stesso!